In sintesi
- Il martedì la gente ti conosce già. Le manca un motivo per uscire proprio quella sera.
- Prima di sponsorizzare metti a posto la scheda Google, prepara un'offerta di benvenuto che si capisca in una riga e decidi come in sala segnerete chi arriva col coupon, perché dopo quella persona la vorrai richiamare.
- La campagna viene per ultima.
La sera che non tira
Il venerdì si riempie quasi da solo. La gente esce e cerca un posto. Il martedì è un'altra storia. Chi esce in un giorno feriale ha bisogno di un motivo preciso, e se non glielo dai tu resta a casa o va dove va sempre.
Qui vedo fare sempre lo stesso errore. La sala è vuota, il titolare pensa che nessuno lo conosca e accende una sponsorizzata. Nei locali che ho seguito, chi abita nel quartiere il posto lo conosceva quasi sempre. Gli mancava una ragione per venirci in settimana.
Poi c'è un motivo che fa meno piacere ammettere. A volte il martedì è vuoto perché il martedì si mangia peggio. Menu ridotto, personale all'osso, cucina che chiude presto. Il cliente se ne accorge.
Quindi, prima di spendere, fatti una domanda onesta. Se domani la sala si riempisse, sapresti accogliere bene quelle persone e farle tornare? Se la risposta è no, la pubblicità la paghi due volte. Prima con i soldi della campagna, poi con i clienti delusi che da te non rimettono piede.
Quello che trovano cercando il tuo nome
Chi vede una tua sponsorizzata, prima di prenotare, cerca il nome su Google. Lo fanno quasi tutti. Guardano le foto e leggono le ultime recensioni. Se trovano foto buie di qualche anno fa, orari sbagliati o recensioni negative senza risposta, hai appena pagato un clic che non diventerà mai un coperto.
Sistemare la scheda è un lavoro noioso, lo so. Va fatto lo stesso, perché deve raccontare il locale di oggi e quello del giorno dell'inaugurazione magari non esiste più.
- Orari giusti anche per festivi e chiusure
- Foto recenti dei piatti così come escono dal pass
- Il menu online uguale a quello che il cliente trova in sala
- Una risposta a ogni recensione, soprattutto alle negative
- Un modo semplice per prenotare, al telefono o con un link
Un motivo per uscire di casa di martedì
Il cliente del martedì va convinto con una proposta. Lo sconto generico sul menu io lo lascerei perdere, perché abbassa lo scontrino anche a chi sarebbe venuto comunque. Serve un'offerta di benvenuto pensata per chi non ti ha mai provato.
Quando è fatta bene si capisce in una riga. Vale nei giorni che vuoi riempire e mai in quelli già pieni. E pesa poco sul margine, perché usa piatti che la cucina ha già in linea e gestisce senza affanno.
Qualche esempio. Il dolce della casa offerto a chi prenota dal lunedì al giovedì, un calice abbinato al piatto simbolo, un antipasto da dividere per il tavolo. Il cliente si sente accolto e tu il locale non lo svendi.
Le offerte troppo aggressive le sconsiglio sempre. Riempiono il martedì di gente che il giovedì dopo, senza offerta, va da un'altra parte.
Il coupon in tasca al cameriere
Se fai una campagna e a fine mese non sai quante persone sono arrivate grazie a lei, hai fatto una scommessa. Magari l'hai vinta. Non lo saprai mai.
Il meccanismo è semplice. La campagna porta a una landing, cioè una pagina dedicata solo all'offerta. Chi è interessato lascia nome e contatto e riceve un coupon. Quando si siede e lo presenta, in sala si registra il riscatto. Così sai quanti coupon sono stati scaricati e quanti sono diventati coperti.
E qui entra la sala. Se il cameriere non sa cos'è il coupon, o se lo dimentica nella tasca del grembiule, i dati si perdono. Lo vedo succedere spesso. Bastano un briefing prima del turno e un punto preciso in cassa dove segnarlo.
Il contatto che raccogli è la parte che vale di più. Con un CRM e qualche automazione puoi scrivere a chi è venuto, ricordargli il locale nelle sere tranquille, invitarlo a una serata speciale. Così torna, e per riportarlo al tavolo non paghi un'altra sponsorizzata.
Poi, e solo poi, la sponsorizzata
Quando la scheda è in ordine e l'offerta si capisce, e in sala il riscatto viene segnato, la sponsorizzata smette di essere un salto nel buio. A quel punto ha senso una campagna geolocalizzata su Meta, rivolta a chi vive o lavora vicino al locale e mostrata nell'ora in cui si decide dove mangiare.
Parti piccolo e guarda i riscatti. I mi piace contano poco. Ho visto campagne piene di cuori con pochissimi coupon usati, e per quanto fossero belle da vedere non stavano funzionando. Quando invece una campagna porta coperti misurabili nei giorni vuoti, la puoi far crescere con calma.
È meno divertente che premere subito il pulsante blu per mettere in evidenza un post. Però così i soldi che metti su Meta li segui fino al tavolo.
Cosa facciamo noi su questo
Nel servizio per i nuovi clienti partiamo da un controllo del locale. Guardiamo la scheda Google, le recensioni, i profili social e la proposta. Poi prepariamo l'offerta di benvenuto con la sua landing e il coupon, facciamo partire la campagna geolocalizzata e contiamo ogni riscatto in sala. Se il locale non è pronto te lo diciamo prima di farti spendere.

