In sintesi
- Prima o poi arriva il messaggio di chi vuole cenare gratis in cambio di un video. Vale la pena leggerlo con calma invece di rispondere di pancia.
- Conta chi lo segue, se è gente della tua zona che esce a cena. Un profilo piccolo e locale spesso rende più di uno grande e lontano.
- Ci si accorda prima, per iscritto, su cosa esce e quando. La collaborazione va dichiarata, e in cambio non si chiedono mai recensioni su Google.
Il messaggio che arriva a tutti
Se hai un locale con un profilo attivo ti è già arrivato. Un messaggio gentile, a volte un po' standard, di qualcuno che vorrebbe venire a cena con un accompagnatore e in cambio pubblicare storie e un video. Qualche titolare si arrabbia, qualcuno accetta tutto. Nessuna delle due risposte è quella giusta.
Io le collaborazioni con chi crea contenuti le ho usate spesso. Per alcuni locali hanno funzionato, per altri sono state una cena regalata a due persone e una storia sparita il giorno dopo. La differenza stava in come avevamo scelto e in cosa avevamo chiesto.
La domanda da farsi è semplice. Le persone che seguono questo profilo possono venire a mangiare da me. Se la risposta è no, il resto conta poco, per quanto bello sia il profilo.
Tre cose da guardare prima di rispondere
La prima è dove sta il pubblico. Un profilo seguito in tutta Italia porta complimenti da lontano e pochi tavoli. Un profilo che parla di dove mangiare nella tua città, anche se piccolo, parla a gente che passa davanti alla tua porta.
La seconda è se quel pubblico esce a cena. Ci sono profili bellissimi seguiti da persone che guardano il cibo e cucinano a casa. Guarda i commenti degli ultimi post. Se la gente chiede dove si trova il posto, quanto costa, se si può prenotare, allora sono clienti.
La terza è se i commenti sono di persone in carne e ossa. Apri qualche profilo di chi commenta. Se sono account senza foto, con nomi strani e commenti identici sotto ogni post, i numeri che ti mostrano contano poco.
- Da quale città arrivano le persone che commentano
- Se nei commenti la gente chiede l'indirizzo o come si prenota
- Se i profili di chi commenta sembrano persone normali
- Che tipo di locali ha già raccontato e come ne ha parlato
- Se ha mai detto qualcosa di critico, perché chi loda tutto vale meno
Mettersi d'accordo prima, per iscritto
Quando decidi di accettare, la cosa che evita quasi tutti i problemi è un messaggio scritto prima della cena, con quello che vi siete detti. Cosa verrà pubblicato, se storie o un post o un video, quando uscirà, se il locale sarà taggato con il nome giusto e la posizione. E cosa offri tu, se la cena intera o alcuni piatti, per quante persone.
Va detto chiaro, ed è nel tuo interesse, che il contenuto deve essere dichiarato come collaborazione. Chi pubblica in cambio di qualcosa ha un obbligo di trasparenza verso chi guarda, e un contenuto segnalato in modo corretto ti protegge anche da discussioni dopo.
Una cosa che non va mai chiesta è una recensione su Google in cambio della cena. Va contro le regole di Google, e una recensione comprata si riconosce e fa danno. Chiedi contenuti sui suoi canali, e lascia che le recensioni le scrivano i clienti che pagano.
Chiedi di vedere il contenuto prima che esca, se te lo concede, ma senza pretendere di scriverlo tu. Un video che sembra una pubblicità del locale lo salta anche il suo pubblico.
Come capire se è servito
Il numero di visualizzazioni te lo manderà lui, ed è il numero che conta meno. Quello che conta si vede in sala. Le persone che prenotando dicono di aver visto il video, i clienti nuovi subito dopo la pubblicazione, le domande su quel piatto che è passato nel video.
Per contare meglio, dai a chi pubblica un'offerta dedicata da nominare. Un dolce offerto a chi dice di arrivare dal suo profilo, un piatto fuori carta per un periodo limitato. Chi lo nomina arriva da lì, e la sala lo segna. Senza un segnale così tiri a indovinare.
Poi c'è un effetto più lento. Il materiale girato da qualcuno bravo puoi chiedere di riusarlo sul tuo profilo, se ve lo siete detti prima. Un buon video sul piatto simbolo lo riusi per una stagione intera.
L'alternativa che rende spesso di più
Prima di dire sì a uno sconosciuto con tanti follower, guarda chi hai già in sala. I clienti affezionati che pubblicano ogni volta che vengono, il gruppo di amici del quartiere che fa le foto al tavolo, la persona che gestisce la pagina della zona dove tutti guardano cosa apre e cosa chiude.
Invitarli a una serata dedicata, con il cuoco che spiega i piatti e il menu nuovo da provare, costa una cena e produce contenuti sinceri da persone che i loro amici conoscono. Un video visto dalla gente del quartiere vale più di uno visto da un pubblico che sta a ore di macchina.
Ho visto funzionare meglio una cena con una manciata di clienti del quartiere, ciascuno con il suo profilo normale, di molte collaborazioni con profili grandi.
Come lavoriamo su brand e posizionamento
Dire di no con garbo
Se il pubblico non è della tua zona, o il profilo non ti convince, puoi dire di no senza chiudere la porta. Una risposta breve e gentile basta. Ringrazi, dici che in questo periodo non fai collaborazioni di questo tipo e che sarà il benvenuto come cliente. Se viene lo stesso e pubblica, tanto meglio.
Ci sono richieste che meritano un no netto. Chi pretende il menu completo per un gruppo, chi minaccia recensioni negative se rifiuti, chi ti manda un listino con i prezzi delle storie senza aver mai messo piede da te. Il tono di quella richiesta ti dice già come andrebbe la collaborazione.
Con una risposta pronta, scritta una volta e salvata nel telefono, smetti di prendere queste decisioni a fine servizio con la testa altrove.
Cosa facciamo noi su questo
Nel lavoro sul posizionamento aiutiamo il locale a capire per chi è e perché dovrebbe essere scelto, e da lì anche quali collaborazioni hanno senso. I video del locale, se servono, li giriamo noi con lo shooting. La misura è la stessa di tutto il resto. Chi arriva grazie a quel contenuto si conta in sala.
