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Sala piena e conto che non torna. Il menu vende i piatti sbagliati e le promozioni tagliano il margine.

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Un locale che non si distingue viene scelto solo per prezzo o per vicinanza. E cambiato alla prima alternativa.

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Quante foto e quanti video servono per fare pubblicità con continuità

Una bella foto non basta, perché va cambiata spesso. Cosa serve in campagna, come fare scorta, cosa funziona.

In sintesi

  • Una campagna consuma le foto. La stessa immagine mostrata alla gente della zona si stanca, e per andare avanti serve una scorta con più versioni di ogni cosa.
  • In campagna servono il piatto dell'offerta, la sala con le persone dentro, chi ci lavora, l'esterno del locale e un video breve in verticale.
  • La scorta si fa con uno shooting organizzato con la cucina, pensato per le offerte dell'anno, e si tiene viva con le foto fatte col telefono durante il servizio.
  • Negli annunci funzionano le foto in cui succede qualcosa. Il piatto che esce dal pass, la sala piena, la mano che versa. Le grafiche e le foto da catalogo si fanno scorrere via.

Una foto sola non regge una campagna

Quando un ristoratore mi manda la foto per la sponsorizzata, di solito me ne manda una. È la più bella che ha, quella del piatto forte, fatta dal fotografo per il menu. Va bene per cominciare. Il problema arriva dopo, quando quella foto è stata vista da tutta la zona e la gente ha smesso di fermarsi.

Il pubblico di un locale è piccolo, e la stessa immagine gli passa davanti finché smette di vederla. Perché succede, e come te ne accorgi dai numeri, l'ho spiegato in una guida a parte. Qui parto dal punto in cui quella finisce. Per cambiare annuncio prima che si spenga servono altre foto, e servono già pronte.

Sulla luce, sul flash spento e su come preparare il piatto ho già scritto nella guida sulle foto dei piatti. Qui parlo di cosa serve a una campagna, che è una domanda diversa.

Perché la sponsorizzata smette di funzionare dopo un po'

Cosa serve dentro una campagna

Una campagna è fatta di più annunci che si danno il cambio, e ognuno ha bisogno di un soggetto diverso. Il primo è il piatto dell'offerta, che è quello che la persona verrà a mangiare. Va fotografato in più modi, da vicino, sul tavolo apparecchiato, in mano a chi lo porta. Sono annunci diversi con lo stesso piatto.

Poi la sala, con le persone dentro. Chi non è mai stato da te vuole capire se è un posto da coppia o da tavolata, se è rumoroso, se ci si può andare in jeans. Una sala di sera con i tavoli occupati e le luci basse lo dice al primo sguardo.

Poi chi ci lavora. Il cuoco al pass, la persona che accoglie, le mani che impastano. Le facce fanno fermare il pollice più dei piatti, perché un piatto lo hanno visto mille volte e quella persona no. Serve il loro consenso, meglio per iscritto.

E l'esterno. L'ingresso con l'insegna accesa, il dehors, la strada davanti. Chi vede l'annuncio deve riconoscere il posto quando ci passa, e spesso è lì che decide di entrare. Il video breve in verticale ha un capitolo suo, più sotto.

Lo shooting che fa scorta

Uno shooting per il menu e uno per le campagne sono due lavori diversi, anche con lo stesso fotografo. Per il menu si fotografa ogni piatto da solo, pulito, uguale agli altri. Per le campagne si fotografano le offerte che gireranno nell'anno, con quello che ci sta intorno.

Per questo la lista dei piatti la scrivo insieme alla cucina guardando il calendario del locale. Il piatto del pranzo di lavoro, quello della serata del giovedì, il menu del dehors, il piatto delle feste anche se fuori è ancora caldo. Ogni piatto in più versioni, orizzontale per il feed e verticale per le storie, e con la stessa luce anche un pezzo di video.

Il fotografo lavora quando la cucina ha tempo di impiattare con calma, e poi resta per il servizio, perché la sala piena e le mani che servono si fotografano solo a servizio in corso. Alla fine chiedi i file in alta risoluzione, senza filtri pesanti e con la libertà di usarli negli annunci.

Il servizio foto e video per ristoranti

Il telefono per il quotidiano

La scorta dello shooting si consuma, e tra uno shooting e l'altro il locale va avanti. Il piatto nuovo entrato in carta, il dehors che apre, la torta di compleanno che esce dalla cucina. Per queste cose basta il telefono, con la luce della finestra e il flash spento.

Le foto fatte col telefono negli annunci funzionano, e a volte meglio di quelle del fotografo, perché sembrano il post di un amico e la gente le salta meno. La regola è che dentro succeda qualcosa. Il piatto che esce, il cameriere che porta la teglia, il vapore.

Il modo per farlo durare è dare il compito a una persona. Chi sta al pass, o chi apre la sala, scatta una foto e un video breve a ogni servizio e li mette in una cartella condivisa con chi fa le campagne. Senza un incaricato la cartella resta vuota dopo poco, ci siamo passati anche noi.

Quali foto funzionano negli annunci, e quali no

Nel feed una foto ha un istante per fermare il pollice. Funzionano quelle in cui c'è movimento o un dettaglio che si sente. La forchetta che tira su la pasta, il sugo che scende, la mano che versa il vino, il piatto che esce dal pass con il vapore. La sala piena vista dall'altezza di chi è seduto. L'esterno di sera con le luci accese.

Quelle che si fanno scorrere via le conosco perché le ho usate anch'io, prima di guardare i numeri. Il piatto su fondo bianco come in un catalogo. Il collage con tanti piatti piccoli. La grafica con il logo e la scritta dell'offerta sopra una foto di stock. La sala vuota fotografata dall'angolo. Le foto scure, che nel feed diventano un quadrato nero.

Il testo dell'offerta va nel testo dell'annuncio, dove si legge. Sopra la foto ne basta pochissimo.

Il video verticale breve

Nelle storie e nei reel il posto è verticale, e un video breve girato lì costa meno per farsi vedere e tiene la gente più a lungo di una foto. Breve vuol dire pochi secondi, e nei primi istanti si deve già vedere il cibo, perché chi guarda decide subito se restare.

Il montaggio serve poco. Il cuoco che finisce l'impiatto, la sala che si riempie a inizio servizio, la pizza che entra nel forno. Il suono della padella vale più di una musica. Il telefono tenuto dritto e fermo, la luce buona, e la clip è pronta.

Dallo stesso shooting escono più versioni. La stessa clip tagliata all'inizio o alla fine, con la scritta o senza, con il piatto per primo o con la faccia per prima. Ogni versione è un annuncio nuovo per chi ha già visto l'altra.

Cosa facciamo noi su questo

Lo shooting foto e video, con il drone quando l'esterno lo merita, lo organizziamo noi insieme alla cucina, scegliendo i piatti in base alle offerte che gireranno nell'anno. Il materiale poi lo usiamo nelle campagne Meta e sui social dei locali che seguiamo, e lo teniamo in scorta per i ricambi.

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Domande frequenti

Vanno bene per cominciare, e una o due le userei subito. Il limite è che sono tutte uguali, piatto da solo su sfondo pulito, e negli annunci si somigliano troppo. Quando la prima si stanca, la seconda per la gente è la stessa foto. Ti servono anche la sala e le persone, e un pezzo di video.

Per il quotidiano sì, e lo consiglio. Per la scorta grossa, quella con i piatti delle offerte dell'anno, il fotografo rende perché in una sessione ti porta a casa quello che col telefono metti insieme in molto più tempo, e con una luce che regge anche stampata. Poi il telefono tiene viva la scorta tra uno shooting e l'altro.

No. Una clip breve girata al pass con il telefono dritto va bene così com'è, e spesso meglio di una montata con musica e transizioni. Chi gestisce la campagna al massimo la taglia e ci mette una scritta. Il lavoro tuo è girarla quando succede qualcosa.

Se le persone si riconoscono serve il loro consenso, e per un annuncio a pagamento lo vorrei scritto. Il modo più semplice è fotografare la sala piena da dietro o da lontano, dove le facce non si distinguono, oppure organizzare una sera con amici e personale seduti ai tavoli.

Di cosa sei il numero 1 nella tua zona?

Te lo dice Samuele, gratis, in un'analisi scritta a mano sul tuo locale e sui tuoi rivali. Ne fa al massimo cinque a settimana.